26 Gennaio 2012 ore 16:46 Claudio Marchisio, il campione chierese erede di Tardelli
È considerato uno dei migliori calciatori giovani italiani e tra le migliori mezz'ali d'Europa. È forte fisicamente ed è dotato di un'ottima visione di gioco e personalità che lo rendono decisivo, come ha confermato anche l'ex allenatore della Nazionale italiana Marcello Lippi. I suoi punti di forza sono il tiro dalla lunga distanza, la capacità di ricoprire tutti i ruoli del centrocampo ed il recupero e la successiva distribuzione del pallone, oltre ad una buona tecnica individuale e dribbling nello stretto.
Viene spesso paragonato a Marco Tardelli, ex giocatore della Juventus, per la sua capacità di inserirsi e di andare a rete. Una carriera sempre più in crescendo ha reso, negli ultimi anni, Marchisio uno dei migliori centrocampisti d'Europa.
Per il giovane bianconero il 2011 è stato l'anno della consacrazione, un giocatore ormai maturo a 25 anni e pronto a rappresentare il calcio italiano in questo decennio. Il centrocampista della Juve è all'apice della sua carriera, fin qui già comunque più che brillante: corsa e senso tattico, interdizione e tecnica sopraffina, inserimenti e ripiegamenti. Marchisio ha cambiato negli ultimi 3-4 anni tanti ruoli ma solo ora finalmente ha trovato la quadratura del cerchio.
Grazie a Conte, grazie a Prandelli, lui deve giocare a centrocampo con licenza di offendere, avendo a fianco un ragioniere alla Pirlo; gli scettici estivi che non riuscivano a vedere il "Principino" juventino accanto al guru bresciano, hanno dovuto ricredersi perché è proprio l'unione dei due, e del loro modo di intendere il calcio visto dalla mediana, che rende il centrocampo della Juve e dell'Italia una diga capace sì di arginare, ma anche di rilanciare l'offensiva. E il ct azzurro non può non parlare di lui: "Marchisio mi ricorda Tardelli, senza dubbio. Claudio ha grandi doti di corsa, si è definito come ruolo e posizione, e in più ha una dote importante per un centrocampista: sente l'area di rigore".
IL LIBRO DI MARCHISIO
E' diventato l'uomo del momento nella sua Juventus, chiave di volta della nuova era targata Antonio Conte. Solo qualche settimana fa si è presentato in "libreria" con un volume fotografico che ripercorre la sua brave ma intensa carriera, i suoi trionfi con la maglia della Juve, ma anche la vita di tutti giorni e i momenti curiosi.
Ma il centrocampista, per questa avventura a lui inedita, ha voluto fare molto di più. Parte dei proventi della vendita, infatti, andranno in beneficenza alla Fondazione Crescere Insieme al Sant'Anna-Onlus per il Reparto di Neonatologia dell'Ospedale Sant'Anna di Torino. Un gesto importante che fa di Marchisio un campione ancora più grande e con un grande cuore.
Lo stesso giocatore si racconta : "Come dimenticare l'emozione del primo giorno quando indossai la maglia bianconera e del primo derby vinto con tre gol miei!! Emozioni così lontane ma ancora così forti e vive nei miei ricordi... soprattutto le sfide con i cugini, in quei primi anni, erano le partite più sentite, anche tra genitori! Gli anni passavano ed ogni volta che si ritornava dalle vacanze qualche mio compagno non veniva riconfermato, ma con molti di loro sono rimasto ancora in contatto vedendoci a cena nei momenti liberi che riesco a ritagliarmi.
Poi dai 14 anni in su si incominciava a fare sul serio, con le varie categorie nazionali (Giovanissimi, Allievi, Berretti e Primavera) e i match con Inter, Milan, Roma si facevano sempre più importanti, i primi ritiri nel fine settimana, le prime pressioni... insomma si incominciava ad essere un calciatore! Ho avuto la fortuna di indossare la fascia di capitano in quasi tutte le categorie, ma le soddisfazioni più grandi sono state le vittorie e i trofei vinti con Berretti e Primavera, emozioni di cui ancora adesso con De Ceglie, Giovinco, Criscito parliamo spesso! Dopo tutti questi anni, grazie a tutti gli allenatori e dirigenti che ho avuto in tutto il settore giovanile, ho capito che questa maglia è come nessun'altra, mi hanno insegnato che chi la indossa deve portarla a testa alta come se fosse un abito da sera perché lo stemma che abbiamo sul petto è rispettato e conosciuto in tutto il mondo: la Juve è la Juve...". LC