Chieri: aggressione dei no global contro esponenti de la Destra
27 Aprile 2009 ore 09:53, 3 interventi
A Chieri, una trentina di no global ed estremisti di sinistra ha minacciato verbalmente e aggredito alcuni giovani esponenti de La Destra che stavano raccogliendo firme per la lista del candidato sindaco Paolo Ferrante. Il segretario regionale de la Destra ha espresso la piena solidarietà ai militanti di Chieri. (leggi tutto l'articolo)
Intervento di Davide Maggioni, del 27 Aprile 2009 ore 20:37
Confermo che non c'è stata nessuna aggressione, nè tantomeno alcun contatto fisico tra gli esponenti de La Destra ed i manifestanti del corteo del 25 aprile. Sì è trattato semplicemente di una contestazione pacifica nei confronti di un partito palesemente neofascista che raccoglieva legittimamente firme ma in un contesto (il 25 aprile) palesemente provocatorio. Sono d'accordo col diritto di cronaca, ma stravolgere palesemente i fatti (cui centinaia di persone hanno assistito) mi pare deplore
Intervento di Massimo Palma, del 27 Aprile 2009 ore 19:50
Ci tengo ancora a precisare che nessuno ha aggredito i neofascisti, ma si è trattata solo di una legittima contestazione. CI siamo scaldati molto perchè provocati dalla presenza del banchetto di estrema destra, ma non abbiamo mai violato le regole democratiche!
Intervento di Massimo Palma, del 27 Aprile 2009 ore 18:37
I contestatori non erano esponenti "no-global", ma della coda del corteo istituzionale antifascista che tradizionalmente si tiene il 25 aprile; Gli esponenti de La Destra stavano raccogliendo le firme senza il consigliere certificatore, in palese violazione delle norme e delle leggi, che prevedono la presenza almeno di un consigliere comunale. A mia specifica domanda loro hanno prima indicato un consigliere di forza italia (che risultava addirittura aver partecipato alla manifestazione antifascista con noi!), e successivamente un altro consigliere dell'UDC che non abbiamo avuto modo di vedere. Si è trattata chiaramente di una provocazione dei neofascisti: dovevano sapere che il giorno della Liberazione transitava a pochi metri dal loro presidio il tradizionale corteo per commemorare la Liberazione. Noi ci siamo limitati a contestare, anche pesantemente, la loro presenza.