25 Settembre 2010 ore 16:23 | Politica Chieri: conferenza stampa dell'assessore Pellegrino, ascolta l'audio
Si è tenuta, sabato 25 settembre, alle ore 15.00 l'attesa conferenza stampa dell'Assessore Pellegrino presso la Sala Consiliare del Comune di Chieri. Ascolta l'audio. Nei sette minuti di conferenza stampa, l'Assessore Pellegrino ha chiarito la sua posizione nei confronti dei disabili , confermando che le dichiarazioni apparse sul quotidiano La Stampa sono frutto di travisamento dell'articolista. L'assessore ha confermato la querela con la richiesta di un risarcimento "all'americana" al giornale, ritenendo diffamatorio e maliziosamente lesivo l'articolo. Pellegrino conclude dicendo "si ai disabili a scuola!". La conferenza stampa si può leggere integralmente sul nostro sito.Leggi la dichiarazione dell'Assessore Pellegrino tratta dalla trascrizione del Consiglio Comunale del 21 settembre
Ecco l'intervento letto , dall'Assessore Pellegrino, durante la conferenza stampa del 25 settembre alle ore 15.00
«Se ieri avessi letto l'articolo de «La Stampa» senza considerare il riferimento al sottoscritto avrei certamente detto: ma chi è costui che fa dichiarazioni così idiote e cattive. Il riferimento purtroppo è a me, ma se pur data l'età posso avere qualche iniziale attacco di arteriosclerosi non mi considero ancora un idiota, quanto a cattiveria sono certo un peccatore ma non con quella cattiveria di gretta e sprezzante indifferenza che traspare dalle parole attribuitemi. Ebbene cosa ho detto in occasione del Consiglio Comunale aperto di martedì scorso dedicato ai problemi della scuola in questo inizio d'anno. Mi sono andato a riprendere gli appunti ed ho ripercorso le tematiche da me trattate: la crisi economica con la riduzione indiscriminata delle risorse attribuite agli enti locali, le tariffe dell'ISEE Chieri, la mensa e i trasporti scolastici, l'assistenza all'handicap. Con riferimento a quest'ultimo argomento va precisato che l'handicap è di competenza esclusiva del Sindaco che si è assunto in prima persona l'onere dell'amministrazione. Ed è proprio in questa prospettiva che ho ribadito la prioritaria considerazione che l'attuale amministrazione di Chieri dedica al tema, tanto che, malgrado la riduzione delle risorse, ha impegnato per il servizio educativo agli alunni disabili e per la relativa assistenza negli scuolabus per gli stessi per il corrente anno scolastico ben 357.000 euro, con un aumento di circa il 10 % rispetto al consuntivo dell'anno precedente. In tale modo si riescono però a soddisfare soltanto l'80% delle richieste pervenuteci dalle dirigenze scolastiche, per giungere alla copertura totale occorrono ulteriori 80.000 euro circa, che si farà tutto il possibile di reperire nelle cosiddette "pieghe di bilancio". In riscontro alle osservazioni giunte dall'assemblea ho quindi esposto dei fatti e non delle mere prospettazioni politiche ideologiche, cui peraltro sono alieno essendo solo un cittadino provvisoriamente prestato alla politica. E nella stessa prospettiva dell'attenzione ai fatti, alla realtà che continuamente ci interroga e chiede risposte, ho del tutto incidentalmente toccato un altro tema legato all'handicap: quello delle sue diverse tipologie. È un tema che mi è stato prospettato nella sua specifica gravità da un dirigente scolastico nel corso di una riunione dei giorni scorsi. Ebbene se per talune di queste tipologie, per fortuna la quasi totalità, risulta assolutamente necessario ed opportuno, nell'interesse primario del minore e della sua famiglia, provvedere alla sua integrazione nell'ambiente scolastico con tutti gli ausili ed i sostegni previsti dalla legge, ed anche con quelli non previsti ove possibile, per tal altre tipologie, eccezionali ma a quanto pare in aumento, costituite da gravi, gravissime disabilità psichiche, magari contraddistinte da più o meno saltuari episodi di violenza, il sostegno che può essere fornito a scuola, sostegno che a questo punto per lo più si esaurisce in una mera custodia protettiva, non mi pare la soluzione idonea per realizzare, per quanto possibile, un recupero del ragazzo alla vita sociale. E ricordo che, proprio per non essere frainteso, ho riportato un caso a titolo di esempio: quello di un ragazzo, affetto da grave disabilità psichica, non fisica, abbandonato a passare le sue giornate a scuola a camminare avanti ed indietro nel corridoio, prendendo a calci i muri. Purtroppo non un'ipotesi teorica, ma un caso concreto in precedenza posto alla mia attenzione. Caso poi risolto, purtroppo solo dopo lungo tempo, con l'inserimento in una apposita struttura specificamente predisposta alla cura ed al recupero. Con questa considerazione ho voluto evidenziare una problematica che, seppur rara, purtroppo sussiste e cui urge dare una risposta senza trincerarsi nel silenzio del political correctly, ed ho quindi ribadito la mia convinzione che l'attuale struttura delle nostre scuole, almeno quelle di mia conoscenza, ed i servizi che si possono approntare a sostegno, non mi paiono idonei a costituire un utile ed efficace aiuto al minore disabile in queste condizioni, nella prospettiva prioritaria non di una mera custodia protettiva, ma di un suo recupero al massimo possibile ad una vita sociale in autonomia ed efficienza. Ritengo invece, ribadisco nell'interesse primario del minore, che vadano individuate, e ove non esistenti realizzate, altre localizzazioni più efficacemente strutturate, con risorse umane e materiali all'uopo predisposte, più funzionalmente idonee a rispondere alla domanda di aiuto che da questo ragazzo che cammina avanti ed indietro ci viene posta. Questo il mio pensiero ed il senso delle mie parole così come più o meno le ho pronunciate in quella serata, nulla che possa assimilarsi al "fuori i disabili dalle classi" messemi in bocca dall'articolista de «La Stampa». E se posso comprendere l'eventuale travisamento da taluni del pubblico in quella serata concitata del Consiglio Comunale aperto, travisamento peraltro non contestatomi da alcuno dei consiglieri dell'opposizione tutti presenti all'evento, mentre invece sono stato dagli stessi immediatamente richiamato quando erroneamente ho riferito ad un'amministrazione comunale di sinistra anziché di centro destra la paternità di un ISEE più a misura rispetto a quello nazionale. E sinceramente mi dispiace di tale travisamento e comprendo il dolore di quei genitori e di quei disabili che in qualche modo si sono sentiti colpiti e mi scuso con loro se non sono stato sufficientemente chiaro nell'esprimere il mio pensiero (in verità speravo che facendo l'esempio concreto si capisse a che cosa mi riferivo). Non comprendo però, se non addebitandolo ad una intentio dolosa volta più che a colpire me, che non ho alcuna velleità di carrierismo politico, l'amministrazione di centro destra di cui faccio parte, il senso dell'articolo de «La Stampa». Articolo che non solo giudico gravemente diffamatorio nei miei confronti (sono già stato oggetto di vari blog densi di offese ed ingiurie) e per cui preannuncio azione giudiziaria nelle competenti sedi penali e civili, onde trarne un idoneo risarcimento che sin d'ora dichiaro che dividerò con le associazioni che si occupano dell'handicap nel nostro territorio, ma anche maliziosamente lesivo della privacy mia e della mia famiglia, con tanto di indicazione del mio stato civile, del numero di figli etc etc..., ci mancava solo l'indirizzo e il codice fiscale. Ringrazio quindi per la possibilità di questa conferenza stampa per chiarire l'esatto svolgimento dei fatti ed il mio pensiero. Dunque dico si, assolutamente si ai disabili a scuola>>
Le dichiarazioni di Giuseppe Pellegrino sul tema dell'handicap dalla trascrizione della registrazione del Consiglio comunale del 21 settembre «Sull'handicap bisognerebbe fare una valutazione di carattere più generale. Ci sono delle situazioni, mi è stato riferito dai dirigenti scolastici, di handicap no fisico ma mentale talmente grave che il soggetto è assolutamente impossibilitato ad una integrazione perché è un soggetto che va soltanto avanti e indietro nei corridoi prendendo a calci e pugni i muri con la necessità di 2 persone che gli stiano vicino e che stiano attenti affinché questo soggetto non si faccia male. Bene questa non è assolutamente una soluzione anche se la legge lo prevede, una soluzione idonea a quel ragazzo, quel ragazzo dovrebbe essere inserito in un diverso sistema di tipo socio assistenziale e di cura addirittura. Questo non avviene ma di certo questa non è una carenza del comune».